Sulla fiducia

September 30, 2014 § Leave a comment

Ho assistito da fuori dell’Italia (e, lo ammetto, abbastanza divertito) alla querelle tra Oliviero Toscani e Fratelli d’Italia sulla foto usata dal partito di Giorgia Meloni per un manifesto contro le adozioni gay.

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Toscani querela FdI – ed ha in questo tutta la mia approvazione, sia ben chiaro – per aver utilizzato una sua foto senza il suo benestare. Certo, ci sarebbe molto da dibattere su come si sia evoluto, o per meglio dire annientato, lo stesso concetto di diritto d’autore sulla rete. Oggi Toscani denuncia un uso scorretto di una sua foto, ma quotidianamente assistiamo ad una deresponsabilizzazione di massa: la rete è diventato un mare magnum dove tutto diventa di pubblico dominio senza neanche il dovere di citare la fonte. Fatto, naturalmente, tanto più grave quando legato ad un pubblico vasto e ad un messaggio politico, come nel caso Toscani/FdI.

Detto questo, però, la mia solidarietà a Toscani finisce. Ma andiamo, Oliviero, com’è possibile che una stessa foto sia scattata con un intento ed utilizzata con tutto un altro? Come pensi che un bambino incastrato tra le braccia di persone che neanche lo guardano possa simboleggiare un messaggio positivo rispetto alla adozione? Ti ha mai spiegato nessuno che nella nostra cultura voltare le spalle è segno di disprezzo?

Non è una novità, trattandosi di Toscani, ma direi che per questa strada l’uso delle immagini è arrivato alla totale banalizzazione. Dovremmo decodificarle e giudicarne il senso sulla fiducia: basta mettere in una foto quattro omosessuali, un bambino e la firma di Oliviero Toscani, e questo dovrebbe bastare a farne una immagine di alto valore artistico e sociale.

Secondo lui.

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Ipse dixit (5)

July 13, 2014 § Leave a comment

I am looking for perfection in form. I do that with portraits. I do it with cocks. I do it with flowers.
(Robert Mappelthorpe, lascio a voi la traduzione)

 

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(non ho neanche finito di fare una apologia dell’imperfezione, che incappo in due mostre, questa e questa, di un artista letteralmente e dichiaratamente ossessionato dalla perfezione formale. in ogni caso, l’accostamento tra Mappelthorpe e Rodin mi pare davvero tirato per i capelli. Mappelthorpe deve molto a Michelangelo e ben poco a Rodin, i nostri amici francesi se ne facciano una ragione)

Mamme e non

June 29, 2014 § 2 Comments

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Sono, e da sempre, totalmente d’accordo con chi sostiene che la rappresentazione del corpo femminile abbia nella nostra iconografia “ufficiale” aspetti patologici. D’altra parte, mi riesce sempre difficile raccordare questa sensazione, per così dire collettiva, con la constatazione che, nell’orizzonte individuale, le persone siano poi molto meno influenzate da questi canoni estetici preconfezionati.

Se il corpo è terreno di attrazione tra le persone, allora, andando in strada, vedo coppie di corpi tutt’altro che perfetti camminare insieme, accettarsi, scegliersi, attrarsi. Come se il giudizio estetico, che contiene sempre una componente convenzionale, si debba alla fine arrendere davanti ai segnali sottili ed individuali con cui le persone si cercano (e si trovano) tra di loro. E se talvolta è più facile essere accettati dagli altri che non accettare se stessi, pure questo aspetto non mi sembra di poco conto – gli individui (e la loro estetica personale) sono spesso migliori di quanto gli stereotipi di massa non dicano.

Ecco, tutto questo discorso, un po’ sconclusionato, per dire che mi è caduta sotto gli occhi questa iniziativa fotografica. Sembra la cosa giusta al momento giusto: parla dell’iconografia del femminile, di accettazione del proprio corpo, di uscita dai canoni estetici.

Ma con una domanda, e non da poco, dietro l’angolo: la alterità rispetto agli stereotipi estetici e di rappresentazione, ha davvero bisogno della maternità per esserne giustificata?

L’arte, la leggerezza, Calvino e la fotografia

May 30, 2014 § 1 Comment

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Italo Calvino dedica la prima delle sue sei Lezioni americane  alla leggerezza perchè su di essa ha “più cose da dire”. Il suo lavoro di scrittore è stato una incessante attività di sottrazione di peso dalle strutture del racconto: la leggerezza è quindi, per lui, un valore.

Tutto il mondo, pensandoci bene, si regge su entità leggerissime; ad esempio la pesantezza dell’hardware nulla potrebbe senza la “leggerezza” del software.

Per Calvino la leggerezza è connessa alla precisione e alla determinazione, non alla vaghezza o alla superficialità.

Nei molti esempi riportati nelle sue Lezioni , aggiungerei (se non temessi la blasfemia) la Fotografia perché anch’essa rappresenta (come la parola)  “l’inseguimento perpetuo delle cose, l’adeguamento alla loro varietà infinita”.

L’essere umano, tra la desiderata libertà e le privazioni che soffre, trova nelle immagini , che si trasformano in leggerezza, il tappeto magico che gli permette di volare in un regno dove, magicamente , potrà essere risarcito: quanti miliardi di fotografie si postano su Fb ogni ora?

Bisogna mantenersi leggeri perché se si scende troppo in profondità non si vede più niente, soprattutto le relazioni tra esseri umani; detto in altro modo, la fotografia è una relazione fra esseri umani mediata da oggetti visivi basati su un “prelievo” (qualcuno dice “cattura”, altri “creazione”) di forme dal mondo reale, realizzato attraverso ogni  tecnologia  disponibile (dal cellulare compreso in poi).

La fotografia (l’arte in genere) è una relazione speciale fra esseri umani, è l’ebbrezza di poter dire al nostro simile, perfino a distanza, “ho questo, guardalo anche tu”.  E’ un mondo di segni comunicabile ad altri , è uno sguardo buttato sulle cose  (ovvero la condivisione di uno sguardo personale sulle cose ).

Il vero e il verosimile

February 6, 2014 § Leave a comment

Non è frequente passare a ridere tutto il tempo in cui si visita una mostra di fotografia, ma qualche giorno fa mi è successo, a questa mostra.

Joan Fontcuberta aveva esposto a Roma, vari anni fa, la sua tassonomia di animali ed erbe di fantasia. Il repertorio di foto-documenti (ma anche di video, ormai) si è molto arricchito nel frattempo, e ci si muove tra un prete ortodosso specialista di miracoli ed un cosmonauta russo misteriosamente scomparso insieme alla sua cagnetta spaziale, tra un fido braccio destro di Bin Laden e gli esperimenti di fotografia dei più grandi pittori del ‘900.

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Certo, il messaggio molto chiaro è che anche la fotografia più devotamente documentaristica non è mai totalmente oggettiva e attendibile, ma la realtà ha superato le più cupe previsioni e ormai la circolazione di informazioni taroccate, complice la rete, è divenuta pressoché incontrollabile. E un fotografo che si ponga dietro all’obiettivo con quel minimo di scetticismo necessario, queste cose le sa bene.

Però, una volta sgombrata la mente da troppe chiavi di lettura, è un vero piacere abbandonarsi per un’ora alle spassose invenzioni di un cabarettista dell’immagine.

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Rituali di fine anno

December 26, 2013 § 2 Comments

D’accordo, le feste natalizie non sono il momento buono per cercare un’iconografia originale. Ma con gli anni ci si rassegna alla oleografia, come a un effetto collaterale sgradevole, ma inevitabile. E forse (dico forse) anche abbastanza innocuo.

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Dodici immagini un po’ più sobrie, invece, le trovate nel calendario 2014 di LFA, che potete scaricare con tutti i nostri auguri di buon anno nuovo.

Corrono tempi difficili, fare pronostici e propositi per l’anno che viene è sempre più difficile, ma venderemo cara la pelle. A presto.

Ipse dixit (4)

October 1, 2013 § 3 Comments

Un’altra falsissima idea che pure ha corso attualmente è l’equivalenza che si stabilisce tra ispirazione, esplorazione del subconscio e liberazione; tra caso, automatismo e libertà. Ora, questa ispirazione che consiste nell’ubbidire ciecamente ad ogni impulso è in realtà una schiavitù. Il classico che scrive la sua tragedia osservando un certo numero di regole che conosce è più libero del poeta che scrive quel che gli passa per la testa ed è schiavo di altre regole che ignora.

(Raymond Queneau, “Segni cifre e lettere”)