L’arte, la leggerezza, Calvino e la fotografia

May 30, 2014 § 1 Comment

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Italo Calvino dedica la prima delle sue sei Lezioni americane  alla leggerezza perchè su di essa ha “più cose da dire”. Il suo lavoro di scrittore è stato una incessante attività di sottrazione di peso dalle strutture del racconto: la leggerezza è quindi, per lui, un valore.

Tutto il mondo, pensandoci bene, si regge su entità leggerissime; ad esempio la pesantezza dell’hardware nulla potrebbe senza la “leggerezza” del software.

Per Calvino la leggerezza è connessa alla precisione e alla determinazione, non alla vaghezza o alla superficialità.

Nei molti esempi riportati nelle sue Lezioni , aggiungerei (se non temessi la blasfemia) la Fotografia perché anch’essa rappresenta (come la parola)  “l’inseguimento perpetuo delle cose, l’adeguamento alla loro varietà infinita”.

L’essere umano, tra la desiderata libertà e le privazioni che soffre, trova nelle immagini , che si trasformano in leggerezza, il tappeto magico che gli permette di volare in un regno dove, magicamente , potrà essere risarcito: quanti miliardi di fotografie si postano su Fb ogni ora?

Bisogna mantenersi leggeri perché se si scende troppo in profondità non si vede più niente, soprattutto le relazioni tra esseri umani; detto in altro modo, la fotografia è una relazione fra esseri umani mediata da oggetti visivi basati su un “prelievo” (qualcuno dice “cattura”, altri “creazione”) di forme dal mondo reale, realizzato attraverso ogni  tecnologia  disponibile (dal cellulare compreso in poi).

La fotografia (l’arte in genere) è una relazione speciale fra esseri umani, è l’ebbrezza di poter dire al nostro simile, perfino a distanza, “ho questo, guardalo anche tu”.  E’ un mondo di segni comunicabile ad altri , è uno sguardo buttato sulle cose  (ovvero la condivisione di uno sguardo personale sulle cose ).

§ One Response to L’arte, la leggerezza, Calvino e la fotografia

  • Roberto says:

    Accogliamo con piacere il ritorno di Prospero sulle scene di questo blog.

    Sui miliardi di foto di FB, invece, nutro qualche perplessità: sicuramente questi sono tempi favorevoli alla quantità piuttosto che al peso del singolo scatto, e questo lo accetto senza troppi patemi.
    Che la massa di immagini insignificanti che ci vediamo passare davanti debba essere scremata un bel po’, mi sembra però anche evidente.

    Leggerezza, appunto, non superficialità.

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