Zona disagio

February 23, 2012 § 1 Comment

Sono finalmente entrato nella zona.

Il percorso è stato lungo, anche se non proprio lunghissimo in termini assoluti: certo che il concetto di estensione temporale cambia, cambia al crescere del proprio tempo biologico, cambia a seconda del proprio skyline, cambia con le aspettative.

Consapevolmente ho cercato la smagliatura nella rete che mi permettesse di superare la barriera che circonda la zona, le ho girato attorno fino a trovare, con la punta dei polpastrelli mentali, la crepa, la rugosità che indicasse una possibile via di accesso.

Eccomi dentro, sapendo che la malinconia ha bisogno di pochissimo, a volte di nulla, mentre la speranza è avida, pretende tanto e a volte tutto.

Ora sono dentro, perché è l’unico posto dove posso bastare a me stesso: sono nella zona disagio.

La fotografia anche questa zona può rappresentare proprio perchè, come la malinconia, ha bisogno di pochissiomo “spazio” per poter esistere.

§ One Response to Zona disagio

  • Roberto says:

    Mi viene in mente che tra i moventi che ti spingono a mettere per così dire “qualcosa in più” nelle foto, il disagio è forse uno dei primi. O almeno così è stato per me.

    Come se il benessere bastasse a se stesso, mentre l’inquietudine cercasse una via per gridare.

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