Il punto di equilibrio

May 7, 2011 § 6 Comments

…”fotografia d’autore” significava che nei confronti del mondo, della realtà – ritratto, natura morta, qualsiasi oggetto o paesaggio gli si presentasse sotto gli occhi – il fotografo si poneva in maniera pesantemente codificata. Aveva una specie di marchio personale, un modo di vedere che imprimeva sul mondo esterno trasformandolo e riconducendolo all’interno delle sue coordinate estetiche.
Io invece credevo – e credo ancora – in una differente intenzionalità, che vorrei appunto proporre all’interno di questo corso: consiste nel guardare alla fotografia come ad un modo di relazionarsi col mondo, nel quale il segno di chi fa fotografia, quindi la sua storia personale, il suo rapporto con l’esistente, è sì molto forte, ma deve orientarsi, attraverso un lavoro sottile, quasi alchemico, all’individuazione di un punto di equilibrio tra la nostra interiorità – il mio interno di fotografo-persona – e ciò che sta all’esterno, che vive al di fuori di noi, che continua ad esistere senza di noi e continuerà ad esistere anche quando avremo finito di fare fotografia. (Luigi Ghirri, “Lezioni di fotografia”)

Naturalmente, non tutti la pensano così. Eppure, il rispettoso, tenero realismo delle foto di Ghirri, la loro pacatezza, me le rendono affascinanti. Con il passare degli anni, mi accorgo di usare sempre più le focali medie: come dire, di essere sempre meno interessato ad operazioni di stravolgimento del paesaggio.
Boh, sarà l’età.

(La foto sopra è di Luigi Ghirri. Quella sotto, molto più modestamente, mia)

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§ 6 Responses to Il punto di equilibrio

  • willyco says:

    Che bella sorpresa questo luogo. Comincio l’esplorazione.
    Buon giorno Roberto

  • Roberto says:

    Sei il benvenuto, Willy.
    Mettiti comodo.

  • arya says:

    …sul mio desk si alternano solo foto di Ghirri,ora ho questa:

    (è il mio lido)
    in inverno metto la sua ultima foto, il fosso, oppure il cancello aperto sulla nebbia.

    bella sorpresa davvero questo angolo, le tue foto mi piacciono da sempre…

  • Roberto says:

    Grazie, Arya. I tuoi fondi di di scrivania mi sembrano ottime scelte, e qui sono stato a lungo indeciso tra Casa Benati e Lido di Spina.

  • unaltradonna says:

    Quando iniziai a fotografare, all’inizio dei ’90, questa foto di Ghirri vista su Photographies Magazine (bellissima rivista ormai scomparsa) mi colpì tantissimo. Poi non ho studiato molto il suo lavoro fino alle Lezioni di Fotografia, che ho trovato molto belle.
    Mi piace molto anche questa tua, che riesce a suggerire stati d’animo senza penalizzare il realismo.

  • Roberto says:

    “Lezioni di fotografia” lo sto finendo, e devo dire che ne avrei postato citazioni un giorno si ed uno pure.
    “Casa Benati” la vidi la prima volta sul catalogo de “Il profilo delle nuvole”, pubblicato e distribuito gratuitamente su richiesta da Feltrinelli… altri tempi.

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