Siate brevi

April 27, 2011 Comments Off on Siate brevi

Per Nietzsche le abitudini brevi sono un mezzo per conoscere molte cose e situazioni, per scendere fino in fondo alle loro amarezze e dolcezze. Al contrario ciò che è durevole ha l’aspetto del tiranno, in presenza del durevole – dice sempre Nietzsche –, ho l’impressione “che la mia aria vitale si condensi’. Ancora più insopportabile, però, una vita del tutto priva di abitudini, una vita tale da richiedere “una continua improvvisazione’. Tra queste alternative, tra il soffocamento delle abitudini e il “gelo” dell’improvvisazione totale, la corta durata dei piaceri e il loro ciclico sorgere e tramontare sono un vero giusto mezzo. Ci consentono di fuggire attraverso cento porte segrete: cibi, pensieri, persone, città, poesie, musiche, teorie, fotografie– se la corta durata è la chiave di volta unica di questa teoria del piacere, praticamente infinita è la varietà dei suoi contenuti possibili. L’elenco di Nietzsche è arbitrario e sempre aggiornabile. Sta lì a indicare un patto tra la discontinuità del desiderio e la varietà del mondo. Non solo quello che ci piace, ma anche per quanto tempo ci piace definisce il nostro essere. Anche per Leopardi la brevità piace se non altro perché nulla piace. Anche i maggiori piacere non sfuggono alla regola fatale dell’assuefazione e della sazietà: se privi del margine vitale della mancanza di desiderio, non appagano più. Per questo varietà e brevità sono gli ingredienti fondamentali di una strategia di sopravvivenza: difendono perché sono illusioni, non perché sostituiscono una verità ad un’altra. Perché il mondo è vario, e goduto brevemente, è di sicuro più sopportabile. Quelle “sfocature” che disturbano la nostra visione delle cose sono, forse, l’inconscia coscienza (scusate il pasticcio) di questo cercare l’eterno in ciò che, per propria immutabile natura, eterno non è.

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