Un (ri)tocco di perfezione

March 7, 2011 § 3 Comments

Da fotografo, e “di sinistra” (le virgolette sono d’obbligo), mi capita spesso di riflettere sul valore estetico, concettuale e sociale del fotoritocco.

Per chiarire subito, non sto parlando delle operazioni di correzione delle foto ad esempio di paesaggio, o di still life: su questo magari tornerò un’altra volta. Sto parlando del ritocco dei ritratti, una operazione che se non altro in forma di pubblicità ci arriva addosso quotidianamente in dose massiccia. E sulla quale gravano polemiche sempre più pesanti:

Quali ragioni per ritoccare, quali per non farlo?

Intanto, è chiaro che il ritratto ha un posto a parte rispetto al resto della fotografia. Ed il contesto in cui il ritratto appare, anche.
Cominciamo dall’idea di ritratto. Non c’è fotografo che non sappia che l’illuminazione, l’angolazione, la composizione generale di un ritratto hanno un’influenza molto forte sull’immagine che ne esce. Pur essendo un ritrattista molto casareccio, so anch’io che una luce diffusa addolcisce le rughe, ad esempio.

Ma fino a quando sto “migliorando” e da quando comincio ad “inventare”? E soprattutto, quando è lecito “inventare”?

Il contesto credo sia importante. Voglio dire (e non c’è bisogno di citare Barthes) che spesso dietro la fotografia esiste l’equivoco della aderenza alla realtà. Spesso, non sempre: ma mentre in certi casi l’intento di rielaborare la realtà è leggibile o almeno presumibile, in altri no lo è. E giornalismo e pubblicità sono sicuramente terreni dove il sottinteso del reale è più fortemente presente.

Fa una certa impressione sentire pubblicitari affermare in riguardo che è tutto normale, che la pubblicità vende speranze.

Per le ragazze che diventano anoressiche inseguendo modelli irreali, lo è molto meno.

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§ 3 Responses to Un (ri)tocco di perfezione

  • Roberto says:

    Aggiungerei a tutto questo il link di una amica fotografa e blogger, che dedica buona parte del suo lavoro di ritrattista a combattere gli stereotipi correnti sulla immagine femminile.
    Trovate qui il suo blog, e qui il calendario 2011 con i suoi ritratti.

  • unaltradonna says:

    grazie della citazione, Roberto.
    Video come questo dovrebbero essere mostrati nelle scuole, nell’ambito di una più generale educazione ai media per potersi “difendere”.

  • Roberto says:

    Grazie a te della visita, Laura.
    E’ importante pensare che certa cultura si diffonda (nella colpevole mancanza dei mezzi “ufficiali”) anche per passaparola.

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