Rivoluzioni e calendari

April 17, 2012 § Leave a comment

Credo che molti conoscano il caso di Aliaa Magda Elmahdy, la blogger egiziana che ha catalizzato intorno al suo blog un moto di dissenso verso “una società in cui le donne non sono altro che oggetti sessuali molestati quotidianamente da uomini che nulla sanno del sesso o dell’importanza di una donna” (il virgolettato è suo ed è preso da una intervista alla CNN). Il punto di rottura è un autoscatto di se stessa nuda, postato prima su Twitter, poi sul suo blog.

La risposta di solidarietà da parte di un gruppo di donne occidentali si è espressa in questo calendario, iniziativa che mi lascia a dire il vero qualche perplessità.

Intanto, la qualifica di “blogger atea” di varie tra le donne che hanno partecipato non mi entusiasma. Alla qualifica “ateo” preferisco “laico” – cioè, non penso che il problema sia la religiosità (fatto molto personale), ma il suo dilagare sul piano sociale. Ovvero, non credo che la lotta sia per guadagnare proseliti all’ateismo, ma per distinguere bene la religiosità individuale dalla teocrazia.

In secondo luogo, capisco e condivido la solidarietà con Aliaa, ma, se proprio la vogliamo mettere su questo piano, è cosa ben diversa spogliarsi in un paese arabo e in un paese occidentale.
Qual è la carica di trasgressione del nudo da noi in occidente? E’ perfino ovvio notare quanto da noi l’immagine del nudo sia inflazionata. E tuttavia, è associata ad una idea di stereotipo estetico che la allontana insanabilmente dalle persone qualsiasi. Su questo fronte, forse, il vero lato trasgressivo di questo calendario è proprio nel presentare per lo più nudi di donne qualsiasi, nudi esteticamente non omologati.

Non so se mi piace l’idea di banalizzare il nudo tentando di farne uno strumento di lotta, o anche solo di espressione, in sé. Voglio dire che mi sembra di invadere un’altra nicchia molto personale, o forse la stessa, laddove ci può essere la religiosità, ma anche la suprema confidenza di lasciar guardare il proprio corpo. O magari tutte e due le cose insieme.
L’idea del calendario però, per quanto didascalica, ha un suo perché – magari non come solidarietà verso Aliaa, da parte di donne che comunque non rischiano nulla nell’esporsi. Piuttosto, per stigmatizzare un atteggiamento verso il corpo e la sua rappresentazione, che dalle parti nostre è per molti versi altrettanto malato.

Ma questo, nessuna partecipante al calendario l’ha scritto.

(WordPress mi ha oscurato la foto incriminata di Aliaa. Potete vederla qui)

Tagged: , , ,

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

What’s this?

You are currently reading Rivoluzioni e calendari at Laboratorio Fotografico Affabulazione.

meta

Follow

Get every new post delivered to your Inbox.

%d bloggers like this: